domenica 9 novembre 2008

CHE COSA SONO LE PAROLE CHIAVE A CORRISPONDENZA INVERSA ?

Le parole chiave a corrispondenza inversa sono molto importanti per la creazione di un a campagna Adwords di successo.

Aggiungere parole chiave a corrispondenza inversa al tuo gruppo di annunci o alla tua campagna fa si che i tuoi annunci non vengano pubblicati per ricerche che contengono tali termini.

Le parole chiave a corrispondenza inversa possono aiutarti a raggiungere solo i potenziali clienti, facendoti così ridurre il costo per clic (CPC) e aumentare il ritorno sull'investimento.

Facciamo un esempio: la parola chiave a corrispondenza inversa "–usati" impedisce la visualizzazione degli annunci in corrispondenza dei termini di ricerca "usati", se un utente digita nella ricerca "jeans usati" e voi non trattate o vendete jeans usati, il vostro annuncio non comparirà a quell'utente, evitando di farvi spendere soldi inutilmente.

Inoltre Google ti premierà per questo, facendo aumentare il punteggio di qualità del tuo annuncio o della tua campagna.

Piu parole a corrispondenza inversa inserirai nella tua campagna o gruppo di annunci, e più la tua campagna sarà efficace.

Le parole chiave a corrispondenza inversa si aggiungono a un gruppo di annunci allo stesso modo delle parole chiave tradizionali. L'unica differenza consiste nel fatto che alla parola chiave viene anteposto il segno meno (–). Puoi aggiungere parole chiave a corrispondenza inversa anche a livello di campagna.

Per scoprire quali possono essere le parole chiave a corrispondenza inversa utili per il tuo annuncio, puoi utilizzare lo Strumento per le parole chiave che funziona in maniera ottima.

Il mio consiglio è quindi quello di inserire il piu possibile (come uso chiamarle io) le parole negative, ogni campagna ben fatta deve averle.

VARIAZIONE DEL SISTEMA DI CALCOLO DEL PUNTEGGIO DI QUALITA' ADWORDS

Google ha comunicato che su Adwords il punteggio di qualità sarà calcolato in modo differente e che non esisteranno più le parole chiave non attive per la ricerca.
Praticamente quello che accadrà è che anche le keywords che prima risultavano non attive per la ricerca avranno delle chance di apparire ugualmente sulle Reti Google a seconda della combinazione inserita dall’utente.
Questo anche perchè il punteggio di qualità o quality score ora sarà collegato alla query fatta dall’utente e non solamente alla singola keyword inserita dall’inserzionista.

Precedentemente succedeva che le parole chiave con uno scarso punteggio di qualità, che presentavano in primis o un offerta bassa oppure un CTR ridotto venivano “scartate” dalla campagna Adwords e marcate come non attive per la rete di ricerca.
Ora questo non accadrà più.

Prima per valutare una campagna, sapevamo che le parole chiave non attive indicavano una pecca della campagna in qualche sua componente: offerta, coerenza, coerenza con gli annunci, presenza della key nell’annuncio, presenza della key nella pagina di destinazione, qualità della pagina di destinazione.
Ora abbiamo come unico parametro di riferimento le impression giornaliere erogate.

Se le impressioni giornaliere e di conseguenza i clicks, confrontati con la posizione media, sono ridotti allora possiamo dedurre che a Google in qualche modo piace la nostra campagna Adwords e dovremo provvedere a migliorarne la qualità.

Mano a mano che il tempo passa dovremo sempre più lavorare su parole chiave specifiche per targettizzare al meglio la campagna e sempre meno parole chiave a corrispondenza generica.